IL BOLLETTINO: NOTIZIE EUROPA

Spagna :

CONTRO LA DISPERSIONE, RIUNIFICAZIONE!

REDAZIONALE

Mentre i prigionieri politici del PCE(r) e dei GRAPO continuano la loro eroica lotta contro la politica criminale del governo Gonzales, per imporre la riunificazione in grandi collettivi e dignitose condizioni di vita in carcere, pubblichiamo la lettera di Rosario Narvaez, prigioniera politica dei GRAPO e compagna di José Manuel Sevillano, morto il 25 maggio scorso, assassinato dal governo spagnolo durante lo sciopero della fame.

La lettera di Rosario Narvaez non è soltanto il messaggio della lotta di una comunista, di una rivoluzionaria, alla quale la banda di predoni e di servi del capitale imperialista che passa sotto il nome di PSOE ha assassinato il proprio compagno, è anche un vibrante appello politico alla resistenza, alla coerenza rivoluzionaria che i comunisti, i rivoluzionari, i proletari di tutta Europa devono conoscere. È un appello a tutti i prigionieri politici rivoluzionari perché, a costo della loro libertà e della loro stessa vita, difendano e salvaguardino la loro identità politica come il bene più prezioso per un comunista, per un rivoluzionario.

Importante ci sembra anche la pubblicazione del "Rapporto di attività del Comitato di sostegno ai prigionieri politici spagnoli" (CSPPE) promosso dall'APAPC (l'Associazione dei Parenti e degli Amici dei Prigionieri Comunisti del Belgio) poiché tale rapporto, che fornisce un quadro delle multiformi attività sviluppate dal CSPPE a sostegno dello sciopero della fame dei prigionieri spagnoli, rappresenta indubbiamente un esempio molto positivo per tutti coloro che sostengono attivamente l'eroico sciopero della fame dei prigionieri politici del PCE(r) e dei GRAPO, un esempio da studiare e imitare.

La redazione

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LA PRIGIONE-CASTIGO - LETTERA DI ROSARIO NARVAEZ

E' passato quasi un anno dall'inizio dello sciopero della fame dei prigionieri politici del PCE(r) e dei GRAPO. Attraverso esso rivendichiamo il diritto a scontare la nostra condanna in condizioni di reclusione dignitose e raggruppati nello stesso carcere. A tutt'oggi però non si intravvedono soluzioni possibili. I nostri carcerieri non sono ancora disposti a cedere. Probabilmente sembra loro insufficiente come manifestazione di rifiuto della loro politica di dispersione e di annichilimento in carcere il fatto che più di 40 prigionieri continuino lo sciopero della fame e che uno di essi sia stato fatto morire dopo 180 giorni di sciopero, in 120 dei quali è stato sottoposto ad alimentazione forzata con siero intravenoso o sonda nasogastrica: che bel successo per loro!!!

Posso assicurare che il mio compagno, prima di cominciare lo sciopero, era in perfette condizioni di salute e che la sua morte non è il risultato di una qualsiasi complicazione. No! Egli era sano, giovane (30 anni) e forte. A niente si può imputare la sua morte se non alla sua ferrea volontà che le nostre rivendicazioni fossero accettate e all'ingiustizia del governo nel rifiutarle (ciò per il momento è ben chiaro).

Se riuscì a sopravvivere per 180 giorni non lo si deve certamente a una qualsiasi intenzione di salvarlo da parte del governo, ma alla volontà di prolungare la sua agonia fino al limite della morte per vedere quali sarebbero state le sue reazioni; per verificare se, dopo tanti mesi di sciopero della fame, isolato, torturato con le sonde e ad un passo dalla morte avrebbe riaffermato le proprie posizioni. Quando era già morto hanno tentato di rianimarlo. A quel punto, ormai, era impossibile.

Hanno esagerato e gli è scappato di mano. Avrebbero preferito prolungare la sua agonia (cosa che stanno facendo con gli oltre 40 prigionieri ancora in sciopero) perché è impossibile fare pressione o torturare un morto affinché abbandoni lo sciopero.

Un morto con la sua morte ha già detto tutto, mentre con uno scioperante in vita hanno ancora possibilità che desista. La realtà è che ci sono oltre 40 prigionieri che continuano lo sciopero dopo quasi un anno, malgrado il "pentaset", la sonda e i legacci. Quello che è successo sembra loro troppo poco, forse, e vogliono più morti sul tavolo di rianimazione del Pronto Soccorso di un qualunque ospedale.

Sono coscienti del fatto che devono accettare la nostra riunificazione perché 40 prigionieri morti nel corso di uno sciopero della fame sarebbero troppi per la loro politica già indebolita; una politica talmente brutale che un quartiere intero si è ribellato perché al suo posto vogliono costruire un'area residenziale; se ne è ribellato un altro per il "semplice" fatto che i suoi abitanti si oppongono ad un'ulteriore concentrazione di popolazione in una zona già irrespirabile per il sovrappopolamento; si sono fermati tutti i lavoratori di un settore per rivendicare miglioramenti salariali, delle condizioni di lavoro, ecc... mentre loro persistono in questa politica senza cedere a nessuna rivendicazione. Perché dunque dovrebbero cedere di fronte ad una rivendicazione che nove anni fa costò la vita ad un prigioniero politico dei GRAPO in sciopero della fame, solo per il fatto che ne è morto un altro?

Anzi se potessero farebbero di peggio: prenderebbero gli organizzatori delle lotte di quartiere, di manifestazioni, di scioperi e li spedirebbero in un qualsiasi posto fuori dal mondo, lontani dal luogo che generò la loro sfida, separati dal loro territorio, isolati gli uni dagli altri, sradicati dai loro cari per far passar loro la voglia di "montare casini" di nuovo.

In poche parole anche con questi farebbero quello che stanno facendo con i prigionieri: dispersione e condizioni di vita pesantissime per ottenerne il pentimento o la morte.

Ma non possono fare una cosa simile: non possono imprigionare tutti, le carceri non basterebbero.

Sono fatti così: non riescono ad accettare che gli "interessati" rifiutino le loro misure economiche, sociali, ecc. e non sono disposti a vedere ridotti i loro benefici o i risultati politici che si aspettavano dall'imposizione di quelle misure.

Nel nostro caso: "Cosa non sono disposti ad accettare?" Non accettano il nostro raggruppamento perché significherebbe riconoscere, sia a livello nazionale che internazionale, che nella Spagna della "democrazia" esistono prigionieri politici (non tutti detenuti per reati di sangue o per detenzione di armi). Le conseguenze sarebbero così negative per i loro progetti politico-economici per la scadenza del '92 (Olimpiadi, Esposizione Universale), per l'integrazione nella CEE, per la "democratizzazione" dei paesi dell'Est che preferiscono annientarci avvalendosi del pretesto del nostro fanatismo, del terrorismo (e chi più ne ha più ne metta).

La dispersione facilita senz'altro i loro piani: una sezione per una, due o tre persone e... pronti a massacrarli! Magari non macchiandosi troppo le mani di sangue perché la persuasione e i metodi "dolci" ma costanti producono miracoli. Non è più necessario sporcarsi le mani di sangue per annientare un prigioniero politico: basta isolarlo, togliergli tutto (oggetti personali, comunicazione con l'esterno, il diritto alla difesa, ecc.) e cercare di costringerlo ad accettare le regole del loro gioco per ottenere le cose minimali, accettare quello che chiamano il "regolamento". Questo "regolamento" altro non è che dissociazione e conseguentemente a essa l'accettazione della rottura di comunicazione con i propri compagni, le perquisizioni umilianti e vessatorie, il sovraffollamento in celle o sezioni del tutto prive di igiene, la schiavitù carceraria (quella che la direzione impone a chi vuole ridurre la propria pena o uscire in permesso e arriva fino a barattare mezza giornata di libertà con giornate di lavoro in carcere di 12 ore).

Il "minimo" nelle carceri spagnole è davvero molto relativo, perché qui funzionano solo la mafia, la droga, il furto, la prostituzione, lo psichiatra e i suoi psicofarmaci e le continue punizioni.

Cercano di imporci la loro prigione-castigo, prigione-sanzione, prigione-vendetta e di fare di ogni prigioniero un prigioniero-domato, un prigioniero-addomesticato, un prigioniero-marionetta, un prigioniero-robot, un prigioniero senza identità e un prigioniero individualista e questo non lo permetteremo.

Vi mando questo scritto perché lo leggiate e lo facciate circolare, qualora vi fosse possibile. Baci e abbracci rivoluzionari

Dentro e fuori : resistenza!!!

Rosario Narvaez (prigioniera politica dei GRAPO)
Prigione di Yserias

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