SENZA CENSURA N.20

luglio 2006

 

Conferenza del Cairo

Campagna popolare a sostegno della resistenza in Palestina e in Iraq, contro la globalizzazione. Il Cairo, marzo 2006

 

Dichiarazione finale della conferenza
La quarta Conferenza del Cairo si svolge mentre sono in corso sviluppi importanti nella lotta contro l’imperialismo e il sionismo. In Iraq, continua a diffondersi la resistenza armata contro l’occupazione angloamericana e i suoi agenti, e il governo marionetta è sempre più paralizzato e isolato. Allo stesso tempo, l’occupazione insiste nell’istigare tensioni tra sunniti e sciiti, nel tentativo di indebolire la resistenza, cambiandone il corso e danneggiandone l’immagine.
In Palestina, nonostante gli omicidi quotidiani e il blocco imposto dall’esercito sionista, il popolo palestinese, nelle ultime elezioni, ha di nuovo dimostrato di aver scelto la lotta e la resistenza. La vittoria di Hamas non solo ha inferto una dolorosa lezione ai sionisti e agli americani, ma anche ai regimi arabi che speravano che il popolo palestinese si arrendesse. Ma il popolo palestinese oggi deve affrontare grandi sfide. I sionisti continuano a costruire il loro Muro e a trasformare Gaza e West Bank in immense carceri, e ad aumentare i loro attacchi e crimini contro i palestinesi. L’amministrazione USA e i suoi alleati europei minacciano di ridurre alla fame il popolo palestinese, tagliando gli aiuti economici, mentre i regimi arabi mettono tutte le possibili pressioni sul governo di Hamas nel tentativo di costringerlo a fare concessioni. Tutte queste forze oggi cospirano contro Hamas, con l’unico scopo di disarmare la resistenza, imporre il riconoscimento dello stato sionista e un processo di pace che non ha ottenuto nulla per il popolo palestinese nel corso degli ultimi due decenni.
Il popolo palestinese continuerà nella sua lotta e Hamas sarà in grado di resistere alle pressioni e alle sfide. Ma per riuscirci, occorre una nuova ondata di sostegno e di solidarietà, in particolare dal popolo arabo e musulmano. Non possiamo però separare tale compito dalla lotta del popolo arabo e musulmano per la democrazia e la libertà. I regimi arabi sono un grande ostacolo, con la loro corruzione, le loro politiche neoliberiste e la loro alleanza con le strategie e gli interessi statunitensi e sionisti. Ma questi regimi devono fare i conti, oggi, con una crescente rabbia contro le loro politiche e la loro repressione. Forse il successo dei movimenti di massa dell’America Latina, nel respingere l’egemonia statunitense e le politiche neoliberiste, dimostra che queste non sono eterne, e che la storia non è arrivata alla fine, come sostengono i nostri nemici.
Dobbiamo però affrontare grandi sfide: l’amministrazione statunitense minaccia di estendere la guerra, includendo l’Iran e la Siria. I sionisti minacciano di imporre frontiere che finirebbero per ingoiare la maggior parte della West Bank e tutta Gerusalemme. E i regimi arabi, nonostante la loro debolezza, continuano a riempire le carceri e a eseguire gli ordini di Washington e Tel Aviv. Per fare fronte a tali sfide, la quarta Conferenza del Cairo ha preso le seguenti decisioni e fatte le seguenti raccomandazioni:

Sull’Iraq
Sviluppare una strategia popolare nel mondo arabo per sfidare l’occupazione statunitense e sionista. Lanciare il boicottaggio dei prodotti statunitensi e britannici. Lavorare contro le minacce di estendere la guerra (Iran e Siria). Diffondere la cultura della resistenza e rompere l’assedio contro la resistenza irachena, invitando i paesi confinanti a sostenere la legittima resistenza irachena. Considerare la resistenza irachena come unico rappresentante del popolo iracheno, e assicurare l’indipendenza e l’unità dell’Iraq. Lanciare campagne per assistere e aiutare le vittime dell’occupazione e inviare medicinali e altre forme di aiuto e costituire comitati a sostegno della resistenza irachena. Organizzare regolarmente manifestazioni contro l’occupazione dell’Iraq, e opporsi all’invio di ulteriori forze in Iraq.

Sulla Palestina
Nessuna concessione riguardo il riconoscimento dello stato sionista, e un appello a tutte le fazioni palestinesi perché attuino le decisioni dell’incontro del Cairo del marzo 2005 riguardante la ricostruzione dell’OLP su una nuova base politica e organizzativa, che garantisca gli interessi del popolo palestinese e la sua unità nazionale. Chiarire che la nostra è una lotta contro il sionismo e non contro il giudaismo. Nessuna concessione sulle principali richieste nazionali (Gerusalemme, i confini, i profughi…). L’occupazione continua nonostante il ritiro da Gaza. Hamas ha il mandato per proseguire la propria politica di resistenza, e si fa appello alle fazioni palestinesi perché partecipino attivamente al nuovo governo palestinese. Nessun passo indietro sul progetto di resistenza e nessuna condanna degli attacchi suicidi. Sviluppare i metodi della resistenza palestinese. Attivare il boicottaggio economico e politico dello stato sionista. Passare dal semplice aiuto da parte del popolo arabo e musulmano, a una partecipazione effettiva alla lotta. Un progetto di donazioni dal popolo arabo a sostegno della resistenza palestinese. Attivare ogni forma di solidarietà con la resistenza. Opporsi a qualunque tentativo di attivare l’iniziativa di pace araba, o di aggiungervi la Road Map, ed esigere che il summit arabo inviti tutti i governi arabi a interrompere ogni relazione con l’entità sionista, chiedendo loro di aumentare l’aiuto al governo palestinese.

Sulla democrazia
Fare un appello per un nuovo movimento di cambiamento arabo. Il 25 maggio, giornata internazionale di solidarietà con il popolo egiziano. Attivare ogni possibile forma di coordinamento tra diversi movimenti per la democrazia. Formare un comitato di solidarietà che includa tutte le forze politiche a sostegno dei giudici, giornalisti, insegnanti e studenti.

Sulla minaccia contro l’Iran e la Siria
Campagne e movimento contro la crescente pressione bellica statunitense nei confronti dell’Iran e della Siria. Formare un’alleanza internazionale a sostegno della resistenza e per prevenire la guerra contro l’Iran e la Siria. Pressione popolare per chiudere le basi USA nella nostra regione. Decidere una giornata internazionale di solidarietà con l’Iran e la Siria contro le minacce USA (il 6 maggio 2006).
Sostenere il dialogo nazionale libanese, e sostenere la resistenza libanese contro l’occupazione sionista e opporsi all’interpretazione statunitense e occidentale della risoluzione 1559 del Consiglio di sicurezza.
Infine, i partecipanti condannano con forza il fatto che sia stato negato l’ingresso ad Abdul Majid Zuneibat, già segretario della Fratellanza Musulmana in Giordania.
Si condanna con forza il rifiuto delle autorità egiziane di concedere visti di ingresso ai seguenti ospiti della conferenza:
Dr. Sattam Al-Qaoud, Dr. Osama Matta Zanoun, Dr. Hassan Al-Rabei, Sheikh Majid Al-Qaoud, Dr. Mohamed Al-Obeidy, Dr. Salem Al-Azawi.
I partecipanti hanno deciso di continuare a coordinarsi con tutte le campagne e i movimenti per la pace e contro la guerra e contro il sionismo in tutto il mondo, in particolare in America Latina, e invitano tali movimenti a esercitare pressioni sui propri governi perché cambino la loro politica nei confronti della questione palestinese e sostengano la scelta democratica del popolo palestinese.
Infine, si invita il comitato organizzatore a seguire l’applicazione di queste risoluzione, riferendone alla Quinta Conferenza del Cairo.
La conferenza ha adottato un appello alla solidarietà con l’Iran.

Appello per un’azione internazionale coordinata per fermare la guerra contro l’Iran prima che abbia inizio
Noi, le organizzazioni, le istituzioni, le iniziative, gli individui che partecipano alla Quarta Conferenza del Cairo
Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo dell’Iran che subisce la minaccia di guerra da parte dell’amministrazione USA e dei suoi alleati.
Esprimiamo la nostra determinazione a fare il possibile per fermare questa corsa verso la guerra – una corsa che condurrà inevitabilmente a una catastrofe umanitaria e ambientale – per fermare la guerra prima ancora che abbia inizio.
Invitiamo a una giornata internazionale di azione contro i preparativi di attacco militare contro l’Iran per il 6 maggio, coordinando le nostre azioni con i movimenti europei e con il Quarto Forum Sociale Europeo che manifesterà quel giorno contro la guerra ad Atene, in Grecia.
Se la guerra dovesse comunque iniziare, lanciamo un appello per massicce attività contro la guerra, comprese manifestazioni, scioperi, occupazioni di scuole e di università, chiusure e boicottaggi il giorno dopo la caduta della prima bomba sul suolo iraniano.

Nessuna guerra contro l’Iran
Solidarietà con il popolo iraniano

Tradotto dall’inglese in italiano da Miguel Martinez, membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica (www.tlaxcala.es).



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