SENZA CENSURA N.21

novembre 2006

 

La risoluzione 1701 ha dato ragione agli aggressori

 

Affinché il demonio non si nasconda una volta di più nei dettagli
di Marie Debs
[tratto da: http://www.michelcollon.info]

Nel 1967, alla fine della guerra dei “Sei Giorni”, condotta da Israele contro l’Egitto, la Siria e la Giordania, Lord Caradon, rappresentante di sua Maestà, ha redatto una risoluzione che prese il numero 242. In una delle clausole di questa risoluzione fu detto che Israele deve “ritirarsi dai territori arabi occupati” (in inglese: occupied territories). Tuttavia, a causa del voto di questa risoluzione, fino ai nostri giorni ancora inapplicata, si susseguirono delle discussioni, sia sul piano della forma che sul senso della lingua. Il governo israeliano di allora e quelli che lo hanno seguito, hanno rifiutato di applicare la risoluzione con il pretesto che la frase inglese non conteneva il determinativo (the); ciò vuole dire che a loro è chiesto molto semplicemente di ritirarsi da “territori arabi”, non da tutti, ed è ciò a cui si sono attenuti. Così Al-Qoods gli spetta di diritto, come il Golan e le fattorie di Chebaa.
Citiamo questo esempio, perché abbiamo paura dei dettagli e dei sottintesi che contiene la nuova risoluzione (1701) del Consiglio di Sicurezza concernente il Libano, redatta da John Bolton, ambasciatore degli Stati Uniti, in cooperazione con la diplomazia francese e nella quale sono stati aggiunti svariati emendamenti fino a pochi secondi dal voto.
In effetti, Ehud Olmert, Primo ministro israeliano, ha dichiarato la sua soddisfazione riguardo gli emendamenti, perché “hanno preso in considerazione qualcuna delle rivendicazioni israeliane”, tra cui un termine di 72 ore prima di applicare “un cessate il fuoco” immediato, ciò che ha permesso a loro di avere più tempo per continuare l’aggressione terrestre e commettere altri crimini, tanto al Sud che nella Bekaa o al Nord.
Aggiungiamo a questo ritardo qualche dettaglio letto nella dichiarazione finale fatta da Condoleeza Rice, poco prima del voto:
1 “Hezbollah è ora sul banco degli imputati: deve scegliere o la pace o la guerra”. In altri termini: Israele non è affatto responsabile di tutta la distruzione e di tutti i crimini commessi; non sarà più responsabile di tutte le intensificazioni future.
2 Il primo cessate il fuoco sarà seguito da un secondo che si farà sulla base di incontri diretti tra Israele e il Libano, non tenendo conto della sorte delle fattorie di Chebaa o di quella dei detenuti libanesi nelle prigioni israeliane.
3 Un (fermo) appello è lanciato alla Siria e all’Iran (ma non a Israele) a rispettare la sovranità del governo libanese (non dei territori libanesi) e la volontà della comunità internazionale.
E, se studiamo tutti questi dettagli alla luce del primo paragrafo della risoluzione 1701, che richiede chiaramente “un arresto immediato di tutte le operazioni offensive da parte di Israele”, siamo sicuri che Israele ricorrerà (senza violare la nuova risoluzione) a delle operazioni dette “difensive”, ogni volta che lo riterrà necessario, con la benedizione degli Stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza e l’approvazione degli altri!
Bisogna dire che tutti i paragrafi a carattere esecutivo e tutte le clausole preliminari pendono dal lato di Israele e rendono Hezbollah il solo responsabile di tutte le disgrazie del Libano e della regione. Così la cattura di due soldati è considerato come “un attacco” contro Israele; ed è questo stesso attacco che “ha portato a centinaia di morti e feriti tra le due parti e ha causato grandi danni all’infrastruttura civile e il trasferimento forzato di centinaia di migliaia di persone”.
Cosa può voler dire questa frase in realtà?
Dice che il governo israeliano può, alla luce del decimo paragrafo preliminare, domandare risarcimento, compreso il prezzo dei tanks e delle bombe a frammentazione che ha gettato sulle nostre città e i nostri villaggi e con le quali ha ucciso i nostri bambini.
Diciamo questo perché abbiamo già patito una situazione analoga. Non abbiamo forse già pagato, nel 1983, alle truppe degli Stati Uniti venute nel quadro della “multinazionale”, il prezzo non solamente delle fortificazioni erette attorno alle loro basi, ma anche delle bombe che la portaerei “New Jersey” aveva lanciato contro le città e i villaggi del Monte Libano?
E se noi ci siamo soffermati su tutti questi dettagli, è per dire che la “comunità internazionale” e i suoi “nuovi dirigenti” continuano assiduamente la loro opera distruttrice nella nostra regione con il pretesto di portare la democrazia e la pace.
Essi dimenticano, ogni volta, che una pace basata sull’ingiustizia non può durare! […]
La risoluzione 1701, come noi pensavamo, ha dato ragione agli aggressori e ai criminali contro l’umanità. Essa ha accordato loro per la via diplomatica ciò che non sono riusciti ad avere con la guerra. Tuttavia questa vittoria “di Pirro” non potrà salvare gli alleati di George Bush a Tel Aviv; come non porterà ai dissensi che essi sperano di poter creare tra i libanesi. Noi vogliamo rassicurarli: la guerra civile non avrà luogo!

Marie Nassif-Debs
Beyrouth, 12 agosto 2006


 



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