SENZA CENSURA N.22

marzo 2007

 

Gli Stati Uniti sostengono il governo Siniora per avere una base militare in Libano

[...] La crisi libanese attuale è così grave che le soluzioni tradizionali, utilizzate nel passato, divengono incapaci di risolverla.
Soprattutto per il fatto che l’ingerenza statunitense, che ha sostituito la tutela siriana (che gli Stati-Uniti avevano sponsorizzato), si manifesta non solo nel campo politico, attraverso i diktat pronunciati dal suo ambasciatore in Libano, David Fieltman, ma nel campo militare e, soprattutto,
dell’informazione, la qual cosa non riguarda solo ciò che si svolge da noi.
D’altronde ci sono già dei progetti per costruire una nuova base americana nella regione di Jbeil;cosa che chiuderebbe il cerchio sul piano di ripartizione delle basi americane nel Mediterraneo orientale e darebbe maggior sicurezza ad Israele, facilitando al contempo i suoi piani e quelli dell’amministrazione americana che mirano a spostare altre decine di famiglie palestinesi in
Libano, sempre impedendo a quelle già presenti (circa 60 000, in totale circa 360. 000 persone) di far ritorno al loro paese, come previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite che parlano del diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi. Quale piano potrà tirarci fuori da questa crisi e salvaguardare l’unità nazionale, impedendo contemporaneamente il ritorno ad una nuova guerra civile, che gli Stati Uniti preparano, tra le comunità sunnite e quelle sciite del paese? [...]
1) Le dimissioni del Governo Foua Siniora e la costituzione di un governo provvisorio che entro tre mesi per promulgare una nuova legge elettorale (che la maggior parte dei libanesi vuole che sia basata sulla proporzionalità e fuori dalle quote assegnate alle varie comunità confessionali).
2) Dal momento in cui la legge elettorale sarà promulgata, dovranno essere promosse nuove elezioni legislative anticipate affinché venga eletto un nuovo parlamento.
3) Il nuovo parlamento eleggerà un nuovo presidente della Repubblica che avrà come primo compito la costituzione di un governo di unità nazionale affinchè tutte le formazioni politiche libansi cerchino di mettere a punto le soluzioni necessarie in tutti i campi, a cominciare dalla creazione di una ´ Commissione per la soppressione del confessionalismo, compresa negli accordi di TaÎf, e la riforma economica necessaria.
Ma gli Stati Uniti e gli israeliani lasceranno correre o proseguiranno le loro pressioni attraverso il tramite di certe formazioni politiche libanesi affinché avvenga ciò che Israele non ha potuto fare durante l’aggressione del Luglio 2006, la confisca delle armi di Hezbollah…

Marie Nassef-Dibs
membro del’ufficio politico del Partito Comunista Libanese
Libano, 4 dicembre 2006
(tratto da www.michelcollon.info alla sezione: «mes invites»)


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