SENZA CENSURA N.24

novembre 2007

 

Difendiamo la politica di sinistra!
Solidarietà contro la repressione dello Stato! Comunicato di Iniziativa Libertad! dalla Germania

 

Difendiamo la politica di sinistra; facendo questo migliaia di manifestanti hanno gridato il 9 maggio 2007 a Berlino, Amburgo, e altri luoghi: “noi siamo tutti sotto l’articolo 129a!” (Il corrispondente dell’italiano 270 bis, NdR). In quel giorno il pubblico ministero aveva fatto perseguire 40 realtà della sinistra, abitazioni e posti di lavoro, in tutta la Germania.
L´accusa contro i cosiddetti 21 sospetti è di “organizzazione di un’associazione terrorista per impedire lo svolgimento del vertice G8” e “fondazione dell´associazione terrorista “Gruppo Militante””, secondo il paragrafo 129a. Giustamente questo attacco della polizia è stato visto come un tentativo di intimidire e di spaccare la mobilitazione contro il vertice G8. Tutto ciò è stato respinto: La rabbia contro lo Stato che ne è seguita ha invece rafforzato la campagna contro il vertice G8.
Il 31 luglio tre persone - Axel, Florian e Oliver - sono state arrestate a Brandeburgo sul Havel.
E’ stato detto che qualcuno li ha visti appiccare il fuoco a un camion dell´esercito tedesco. Lo stesso giorno Andrej è stato arrestato a Berlino. Con la pretesa che qualche mese prima si fosse incontrato con uno di loro. È stato osservato perché è in corso da un anno un procedimento contro di lui per il paragrafo 129a. L´accusa: “militante dell´associazione terrorista ´Gruppo Militante´”. Altre tre persone sono state accusate per lo stesso reato, ma non sono state arrestate. Le loro case sono state perquisite il 31 luglio. I quattro arrestati sono rimasti in carcere preventivo. Andrej è uscito adesso pagando una cauzione, gli altri sono rimasti dentro.
Vengono accusati di un attentato incendiario contro un veicolo dell´esercito in una sede della ditta di armamenti MAN. Noi vediamo ciò come un atto di sabotaggio antimilitarista. La politica di sinistra si deve volgere contro la politica di guerra tedesca. La militarizzazione crescente all’interno del paese e gli impegni militari dell´esercito tedesco in tutto il mondo puntano contro ogni sviluppo emancipatorio. Perciò gli atti di sabotaggio contro mezzi di guerra aumentano. Perciò le giornate d´azione contro la guerra e la militarizzazione sono state una parte importante delle proteste in giugno sul Mar Baltico. Perciò l´annuale “Conferenza sulla Sicurezza” di Monaco di Baviera non passa mai senza protesta. Per lo stesso motivo la campagna “Esercito, Rompete le righe!” disturba le attività di propaganda e di reclutamento negli uffici del lavoro.
Il numero di azioni militanti è aumentato particolarmente in vista della mobilitazione contro il vertice G8. L´indifferenza del potere nei confronti della mobilitazione contro la guerra, la globalizzazione neo-liberale e la distruzione dello Stato del Welfare non sono rimaste senza risposta. Attentati incendiari contro veicoli militari mettono apertamente in dubbio il monopolio della violenza dello Stato così come lo fanno anche i blocchi di massa sul luogo della conferenza dei G8. Lo Stato non accetta mai uno sviluppo del genere. Per cui ci si poteva aspettare una sua reazione repressiva. Proprio dopo le azioni di Heiligendamm si voleva soffocare sul nascere la politica militante e le possibili prospettive di un´organizzazione rivoluzionaria. Durante i blocchi ognuno dei partecipanti ha potuto vivere la determinazione che nasce quando si percepisce la propria forza. Ed è proprio questo sentimento che la repressione vuole colpire”.

 

Il reato di opinione e il reato di conoscere le persone sbagliate
L´odierna accusa di terrorismo contro numerose/i attiviste/i è tutt´altro che una scusa. Si tratta invece di una reazione dello Stato che usa questo termine in senso diffamatorio contro la resistenza che si è espressa in battaglie in piazza, in attentati incendiari prima del vertice G8, nel “dibattito militante”, e poi nel “Gruppo Militante”.
Dal 2001 in poi esso attacca le multinazionali, l´autorità giudiziaria, gli Uffici del Lavoro e altre istituzioni. I servizi di sicurezza non hanno avuto nessun successo nelle indagini. Soltanto per questo motivo possiamo spiegarci che ora ricorrano alla comparazione di testi come metodo investigativo! C´è qualcuno che non capisce più niente.
Il fatto che le accuse di terrorismo - e di conseguenza sorveglianza, perquisizioni e arresti - possano essere fondate tramite delle costruzioni vaghe su concordanze di concetti e testi, o che la tessera per la biblioteca universitaria possa essere un elemento di sospetto, dovrebbe far aumentare la paura. Ognuno dovrebbe sentirsi minacciato. In migliaia hanno protestato contro l´arresto di Andrej, laureato in sociologia, e così hanno reso possibile che lui sia potuto uscire, provvisoriamente. Però pensare che ora tutte/i le/gli scienziate/i debbano aver paura di un possibile arresto sarebbe esagerato La repressione non colpisce quelli che non fanno altro che interpretare il mondo… chi trae le conclusioni e vuol cambiarlo, però, diventa pericoloso. Solo il collegamento tra ricerca sociale e resistenza reale fa entrare in campo i servizi di sicurezza.
Il risultato del programma Raster, che aveva individuato le concordanze di concetti e testi, è banale: Tutta la sinistra rappresentando diversi concetti e metodi, sia i docenti che i militanti, si occupa degli stessi argomenti usando gli stessi termini. Già Engels si occupò del problema casa e già la “Sinistra di Zimmerwald” concluse che la guerra non serve alla democrazia e alla liberazione dei popoli oppressi. Sono proprio questi argomenti che ora vengono considerati “sensibili” rispetto alla possibilità di attentati. C´è un qualsiasi campo nella critica allo stato attuale, dalle riforme nell’ambito della sanità a quelle del mercato del lavoro, dalle strutture patriarcali al razzismo di Stato, che - pensando ragionevolmente - non giustificherebbe una bomba incendiaria? La metafora dello “esplosivo sociale” è reale. La critica e l´azione di sinistra mettono la miccia.
Non possiamo e non vogliamo distanziarci da questa politica. La lotta è comune e ciò è la base della solidarietà. Chi pensa a una congiura ha ragione e contemporaneamente si sbaglia. Naturalmente siamo solidali con i tre arrestati e con i compagni minacciati da queste indagini e dalle procedure giudiziarie perché noi stessi veniamo accusati nella causa “Guerra Mondiale”. Alcuni militanti di “Libertad!” vengono osservati da anni, i loro appartamenti e la nostra sede a Berlino sono stati perquisiti il 9 maggio. Così come nelle procedure giudiziarie attuali ci si sospetta per l´appartenenza a quest´organizzazione, data la concordanza di scopi politici e la coincidenza delle argomentazioni.
 

Contro lo “Stato di sicurezza”
Gli articoli 129 e seguenti hanno un ruolo centrale nelle indagini. Essi autorizzano la polizia e gli altri servizi a dichiarare uno stato d´emergenza temporaneo. Già nell’Impero si utilizzarono questi articoli nella lotta contro i socialisti, i nazisti li utilizzarono dopo l’illegalizzazione del Partito Comunista nel 1956 e poi vennero utilizzati dagli anni 70 contro la sinistra militante ed armata. Il paragrafo 129 originale (“associazione a delinquere”) fu adeguato e allargato mille volte. Nel frattempo esiste già il paragrafo 129b e - se abbiamo capito bene le intenzioni del ministro dell´Interno Schäuble - verrà usato tutto l´alfabeto per indicare le appendici che seguiranno.
Congiunto con le varie leggi speciali che limitano o annullano per esempio la scelta libera dell´avvocato e la “difesa non-sorvegliata” [con l’accusa per l’articolo 129 viene sospeso il diritto a parlare col proprio avvocato senza essere ascoltati da terzi, NdR], esso è un´arma importante contro i movimenti d´opposizione.
Gli articoli 129 eccetera non sono “articoli di opinione” in senso proprio. Lo scopo non è la criminalizzazione di opinioni “devianti”, ma occuparsi delle conseguenze sospette o reali di un’opinione vista come pericolosa. Il sospetto nasce dall’uso di termini simili (come nella procedura giudiziaria attuale), di simboli (come quello della RAF) o della stella rossa e del garofano rosso (durante la persecuzione del partito comunista).
Naturalmente un attentato incendiario contro un veicolo dell´esercito sarebbe stato perseguito pure senza l’articolo 129 e seg. Ma l´etichetta del terrorismo crea delle possibilità ben diverse per i servizi. Alla polizia viene permessa ogni forma di intercettazione e già la dichiarazione di un sospetto basta per un mandato di cattura. Perciò la solidarietà si deve sviluppare anche contro lo “Stato di sicurezza”.
 

Il sale nella minestra e il sassolino nel meccanismo
Proprio nel confronto con la repressione si deve difendere la politica di sinistra. Naturalmente gli impegni di guerra dell’esercito tedesco, le ordinanze per i disoccupati “Hartz 4” e il programma neo-liberale sono degli argomenti “sensibili per attentati”. Di ciò e del modo di organizzare la resistenza parliamo adesso. La mobilitazione contro il vertice G8 ha dimostrato che potenziale, che creatività e che disponibilità per la resistenza radicale possono essere attivate.
Secondo l´accusa questo tentativo di attentato si è svolto contro l´esercito. Il suo orientamento come gruppo d´intervento nello stato d´emergenza globale va insieme alla militarizzazione crescente della società. La guerra è diventata una cosa normale, uno stato permanente di cui nessuno si accorge più. Così anche la tortura non è più un attacco contro la civiltà ma un’opzione brutta ma da valutare. Contro tutto ciò noi vogliamo mettere le questioni della guerra e della pace, dello stato d’emergenza e della tortura, all’ordine del giorno di una politica emancipatoria tramite delle iniziative e delle campagne. Chi protesta e chi attacca l´esercito ha la stessa meta. La nostra critica, però, è che per troppo pochi questa questione ha un significato centrale. Quali campagne e quali metodi d’azione contro la politica di guerra saranno quelle più efficienti, questo lo discuterà il movimento contro la guerra. Dobbiamo porre la domanda: in che modo qui la resistenza può diventare così forte che il ritiro delle truppe dall´Afghanistan venga messo all´ordine del giorno. Indubbiamente non ci regoliamo secondo le leggi di uno Stato che chiama in modo diffamatorio “terrorismo” dei danni materiali, e dall´altra parte una guerra di offesa “aiuto per lo sviluppo”.

Libertà per Axel, Florian, Oliver
e tutti i prigionieri politici!
Ritiro immediato dell´esercito tedesco
dall´Afghanistan!
Contro tutti gli impegni militari!

Iniziativa Libertad!
settembre 2007

[www.libertad.de]



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